Il programma della Varia

A calata du Cippu

Nei giorni che precedono la celebrazione della Varia si svolge tradizionalmente un rituale che si ripete nei secoli e che a ogni edizione si rinnova, mantenendo sempre momenti imprescindibili. La mattina del 16 di agosto, giorno in cui si festeggia San Rocco compatrono della città di Palmi, c’è calata du Cippu, il pesante basamento di legno su cui verrà costruita la struttura della Varia. È il preludio dell’intera manifestazione. U Cippu viene trasportato lungo il corso Tenente Aldo Barbaro, attraversando piazza I maggio, fino al luogo da cui partirà la Varia, all’Arangiara, dove anticamente era piantato un grande albero di arancio. La località si trova di fronte al mausoleo del celebre maestro Francesco Cilea, dove termina la via Bruno Buozzi e comincia il corso Garibaldi. L’enorme e pesante base è ben legata da funi, il trasporto du Cipppu è quindi anche una prova di forza, animata sempre da canti e musica e ritmata dai tamburi. Una volta posizionato il pesante blocco di legno, le maestranze cominciano a lavorare incessantemente, per dare forma all’imponente e complessa macchina che sarà fissata sopra lo stesso basamento e che, come una grande nuvola, si eleverà fino a 16 metri.

 L’Elezione dell’Animella

I passaggi fondamentali che contraddistinguono la festa sono poi la scelta dell’Animella e del Padreterno, compito riservato al Comitato Varia, che effettua una prima selezione e successivamente, la scelta definitiva avviene attraverso la votazione popolare. La domenica prima della festa, la bambina che rivestirà l’importante ruolo della Madonna assunta in cielo, viene eletta presso la Villa comunale “Giuseppe Mazzini” e la proclamazione avviene in piazza I maggio. A determinare quale giovane avrà l’importante incarico di Padreterno è compito del Comitato.

La prova di coraggio

Il giovedì precedente l’ultima domenica di agosto è il giorno della prova di coraggio. Per affrontare l’importante prova, Animella e Padreterno sono trasportati dagli ‘mbuttaturi sulle travi, le stesse che sorreggeranno l’intera struttura della Varia. Contestualmente vi è quindi la simbolica offerta delle travi alle maestranze. L’Animella sale in cima alla struttura, seduta a sedici metri di altezza, assicurata a un seggiolino. L’intera struttura viene fatta oscillare in maniera energica dal capomastro prima e poi dal Padreterno. Vengono così simulati gli scossoni che dovrà sopportare la giovane lungo il tragitto che affronterà la Varia, a partire dalla scasata, che provoca il sobbalzo più forte, facendo ondeggiare in avanti l’apice della struttura di più di un metroTutto avviene sotto l’occhio attento e carico di tensione di migliaia di persone che assistono con grande apprensione.

Il Sacro Capello in Processione

La processione della Madonna della Sacra Lettera rievoca il dono che il popolo messinese fece alla città di Palmi, la reliquia del capello della Madonna ricevuto dai marinai palmesi l’11 gennaio 1582 viene trasportato il sabato prima della scasata della Varia. Il sacro capello, all’interno di un reliquario, viene posizionato in un meraviglioso vascello costruito per l’occasione, trasportato a spalla e fatto ondeggiare simulando la traversata a mare. Con esso viene portato in processione per le strade della città anche il quadro della Madonna della Lettera, un’icona molto simile a quella di Messina, che ha tratti bizantini. L’impatto scenico è di grande effetto, si rivivono storia, leggenda e religiosità, con la grande passione popolare che contraddistingue tutta la manifestazione. Oltre alle autorità civili e religiose i partecipanti alla processione sono tutti coloro che sfileranno il giorno dopo al corteo storico, prima della partenza della Varia.

Il Giorno della Scasata

L’ultima domenica di agosto, giorno della festa della Varia, l’intera città di Palmi è coinvolta in un clima gioioso, nel centro storico è un susseguirsi di canti, musiche, urla d’entusiasmo. I protagonisti sono gli ‘mbuttaturi che nel pomeriggio sfilano per le vie con i loro cori, in un crescendo di esaltazione.

La domenica della Varia c’è la consueta celebrazione della messa mattutina nella concattedrale San Nicola di Palmi. Durante tutta la giornata le musiche dei tamburi continuano incessantemente, danzano i “giganti” Mata e Grifone e il “cavalluccio”: tre personaggi, realizzati in cartapesta, con addosso abiti colorati, che sono parte integrante della festa.

Nel pomeriggio comincia il corteo storico e a dare il via c’è il Palio: un grande stendardo di seta rosso cremisi che ritrae da un lato lo stemma comunale e dall’altro, tracciato con trine d’argento, il monogramma della Madonna coronato da dodici stelle. Nel centro della piazza I maggio il Palio viene abbassato orizzontalmente e fatto roteare a circa un metro da terra, con un costante rullo di tamburi. Questo rituale propiziatorio si ripete più volte durante il corteo.

Da cinque diversi punti del centro di Palmi convergono quindi in piazza gli ‘mbuttaturi delle cinque corporazioni: artigiani, bovari, carrettieri, contadini, marinai. Ogni corporazione ha il proprio gonfalone e un colore di appartenenza, tutti i giovani portatori sfilano disposti secondo l’ordine in cui si posizioneranno sotto le stanghe della Varia.  Con il loro arrivo in piazza primo maggio può partire il corteo e a precedere le cinque corporazioni ci sono gli ‘mbuttaturi del sodalizio della Madonna della Lettera, che trasportano una portantina ancora vuota. Fanno parte del corteo i figuranti che rappresentano i dodici apostoli e gli angioletti che avranno il loro posto sulla struttura della Varia. Tutta la comitiva è accompagnata dal gruppo di tamburinari che tengono sempre un incessante ritmo. Il sindaco e gli amministratori chiudono il corteo.

Tutti quanti attraversano le vie principali di Palmi, dal corso Garibaldi alla via Roma, dirigendosi sul viale Rimembranze, a casa Tigano, dove l’Animella li attende. La giovanissima ragazza, che interpreta la Madonna, si affaccia al balcone di casa Tigano e dona una rosa ai cinque capi stanga, gli ‘mbuttaturi che occupano la prima fila alla rispettive travi.  L’Animella viene fatta salire sulla portantina dal sindaco, la cerimonia continua, si arriva alla concattedrale dove l’Arciadiacono benedice la giovanissima, per poi avviarsi e avvicinarsi alla struttura della Varia. Ogni figurante, le maestranze, bambini e adulti occuperanno il posto preciso che gli spetta.

 

Dalla Scasata all’arrivo in Piazza Primo Maggio

Alle 19 un colpo di cannone riecheggia forte: è il segnale, il momento cruciale che determina la partenza della Varia che finalmente scasa . L’enorme macchina a spalla si muove grazie ai 200 ‘mbuttaturi che fanno forza sulle gambe e sulle spalle, facendo “slittare” l’immensa macchina sul lastricato. A muovere la Varia è indubbiamente anche l’energia di tutti coloro che trainano le corde legate alla macchina scenica che attraversa il corso Garibaldi, oltrepassando piazza I maggio. Giunti alla fine del corso la Varia si ferma. Il seggiolino dell’Animella viene fatto roteare dal Padreterno e  gli ‘mbuttaturi riprendono a spingere, tornando indietro. L’esultanza finale si ha nel centro di piazza I maggio, quando la Varia conclude la sua corsa. Grida di gioia e applausi, adrenalina e intense emozioni contraddistinguono la Varia di Palmi.